I.G.H.L 2022 ©
Questa sezione, curata da Carlo Pirola, è dedicata agli UFO – Unidentified Flying Objects – da noi noti sotto l’acronimo di OVNI – Oggetti Volanti Non Identificati. A livello mondiale, da qualche tempo a questa parte, vengono definiti un po’ impropriamente anche UAP – Unidentified Aerial Phenomena. Qui però occorre necessariamente fare una distinzione.
UAP – Per essere precisi dobbiamo rimarcare che i fenomeni (cioè gli UAP) includono tutto ciò che non rientra nelle nostre attuali conoscenze scientifiche. La parola fenomeno ricorda soprattutto luci, rifrazioni strane, riflessi particolari dei pianeti del nostro sistema solare e di stelle più lontane, bagliori, fuochi fatui, stranezze naturali, insomma. Sebbene includa anche le macchine volanti sconosciute, la definizione è molto vaga.
UFO – Con la definizione UFO si intende invece specificatamente un oggetto solido, fatto di materia, con un corpo ben definito (quello che in passato si è sempre chiamato oggetto volante dalla forma di un disco, razzo, siluro, capsula e via dicendo).
This section, edited by Carlo Pirola, is dedicated to the UFOs – Unidentified Flying Objects (aka OVNI). Nowadays they are also improperly called UAP – Unidentified Aerial Phenomena. However, a distinction must necessarily be made.
UAP – We must point out that the phenomena (i.e. UAP) include everything unknown by current science. The word Phenomena, above all, recalls lights, strange refraction, particular reflections of the planets of our solar system and from other distant stars, flashes, will-o'-the-wisps. Shortly, some natural oddities; although we can include unknown flying machines, “phenomena” is a very hybrid word.
UFO – On the other side, the acronym UFO specifically means a solid object, made of solid body or with a well-defined body (the famous flying saucers, rockets, torpedoes, capsules and so on, according to their shape).
Carlo Pirola ha scritto e scrive per varie riviste anche internazionali ed è specializzato nella rivisitazione della casistica del passato, che studia indagando e rintracciando testimoni e materiale, magari anche recandosi direttamente sul sito dell’evento. La particolarità del suo lavoro si concretizza soprattutto nella valutazione di attendibilità o meno delle vicende. Qui sotto potete avere un’idea esemplificativa delle sue indagini con i relativi giudizi.
Per maggiori informazioni e approfondimenti vi suggeriamo comunque di visitare i suoi due siti dedicati a questa materia. Quello in lingua inglese comprende le personali valutazioni di attendibilidità e veridicità dei singoli casi (incontri ravvicinati con alieni inclusi). Avete due scelte a disposizione:
Carlo Pirola is a writer for various national & international magazines. As a freelance investigator, he used to revisit the sites of the incidents, tracking witnesses & studying new documents or material of both classic and vintage cases. Basically, the peculiarity of his field-investigation is mostly expressed in the evaluation of the validity/reliability of the events. If you can understand Italian language, below you can have a clue of his method of investigation.
Anyway, we suggest you to visit and take a look at his web-sites, completely dedicated to the revisited cases (sightings, close encounters of the third kind and more) from USA and the rest of the world (listed country by country). The following two choices are available:
UFOs MY WAYSito in litaliano e inglese, clicca sulla foto sopra - English/Italian site, click on the above pic
UFO RIDERSito solo in inglese, clicca sulla foto sopra - English site, click on above picture
Qui sotto potete visionare alcune inchieste dell'Autore
Down below you can have a clue of the field-investigation of the Author
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Criterio di attendibilità (riferita all’incidente nel suo complesso)
Evaluation of the validity/reliability (referred to the incident as a whole):
5 – reale / provato (true / based on facts)
4 – probabile / verosimile (high credibility / veritable)
3 – dubbio / con riserve (questionable / many doubts)
2 – scarsa credibilità / non supportato (very low credibility / not supported)
1 – improbabile / falso (false / hoax)
Caso 1 – San Michele (Alessandria) 1978
La Stampa del 3 settembre 1978 – articolo di Nevio Boni
Alessandria — «L'incontro» è avvenuto in un campo di granturco a pochi metri da una stradina polverosa di San Michele, un paese in provincia d'Alessandria. L'Ufo è stato visto per la prima volta da un ragazzo di 14 anni, Roberto Pozzi, che abita in una cascina proprio di fronte al campo. Roberto ha finito la terza media, ha il viso tirato e gli occhi attenti. Parla con calma. È cosciente che quanto racconta lo pone come lui dice «in una strana situazione di fronte all'intero paese».
«Possono pensare però che cosa vogliono, mi hanno sempre conosciuto come un bambino che non fa scherzi. Erano le 8:15 di sabato. Mi trovavo qui nella sala da pranzo. Le persiane erano accostate. Avevo appena fatto colazione. Ho sentito un rumore, o piuttosto un sibilo modulato che veniva da fuori. Mi sono affacciato incuriosito. Ho pensato in quel momento: ecco che capita un'altra cosa misteriosa. Il giorno prima — spiega scegliendo con cura le parole — le bestie sembravano impazzite: il cane abbaiava in continuazione e le mie galline hanno fatto delle uova piccole piccole di colore marrone. Un fenomeno che non si era mai verificato prima. Allora mi sono affacciato cercando di capire da dove proveniva il sibilo. E proprio qui, davanti — indica il vasto campo di granturco ancora verde — ho visto alzarsi quella cosa. Poteva essere lunga 12, 13 metri e larga due o tre, di colore metallico scuro. Si è fermata all'altezza del primo filare di gelsi, è stata così, in sospensione come un palloncino fermato da un colpo di vento. Poi lo scatto. È partito in verticale e in un secondo l'oggetto enorme è diventato un punto nel cielo».
La testimonianza dell'incontro è precisa. Il ragazzo la ripete ancora e ci indica anche che cosa l'oggetto ha provocato nel campo di granturco: una macchia di giallo in mezzo a tutto il verde del campo. Spiega Roberto: «Per una ventina di metri dove presumibilmente si è accostato, le pannocchie ancora verdi sono maturate e le piante hanno avuto tutte la cima mozzata alla stessa altezza. Venite a vedere». Dalla strada in terra battuta di fronte all'abitazione di Roberto Pozzi, parte un sentierino in mezzo al granturco, che è tutto verde e più alto di un uomo. Dopo una ventina di metri le piante diventano gialle, secche e per altri venti metri in lunghezza e tre di larghezza le cime sono piegate e le pannocchie a differenza delle altre sono mature, di un colore giallo intenso. Quell'oggetto non si è proprio posato a terra — osserva Roberto —. È come se fosse rimasto sospeso in mezzo al campo toccando solo la cima con dell'aria caldissima». «Da sabato — aggiunge — c'è stata una processione di gente che voleva vedere l'Ufo, ma quelli non si sono più fatti vivi fino a domenica sera. Tre donne che abitano vicino al passaggio a livello possono spiegarvi meglio».
Ne incontriamo due: Virginia Canavese, 62 anni, e Tersilia Ruffinengo, di 66 anni. Racconta la signora Virginia: «Eravamo noi due con mia figlia Teresa e c'era anche la casellante Edilia Gallo. Eravamo tutte e tre appoggiate al cancello del passaggio a livello, che poco prima Edilia aveva chiuso. Erano le dieci di domenica sera. C'era un'aria tiepida. Ci raccontavamo le nostre cose. Ed ecco improvvisa la luce venire dal cielo. Una striscia bianca, larga e accecante con in fondo una palla di fuoco grande così — e allarga le braccia — il globo di fuoco va verso il campo e scompare fra le pannocchie. Ci guardiamo spaventate. Ha detto Edilia: «Ah mi Signur l'è na roba atomica. Passa un secondo e arriva una seconda palla luminosa, rossa con bagliori e poi una terza ma questa più grossa e tutte atterrano nel campo».
Interviene Tersilia Ruffinengo. «Io ero alla finestra di casa mia. Sotto di me c'erano Virginia, Teresa ed Edilia che parlavano. Ho visto quelle cose. Mi sono passate davanti. Le ho viste bene. E poi dal campo è uscita un'altra roba di luce, alta come un bambino, è venuta sulla strada e aveva qualche cosa che girava come una trottola luminosa, come se ruotasse in fretta nelle mani una brace». Per spiegare meglio gira vorticosamente le braccia. Tutta la gente delle cascine è venuta sulla strada per risentire ancora una volta il racconto delle donne. «Sono stati molti i coraggiosi che domenica notte dopo le nostre grida sono andati a vedere — continuano le donne —. Hanno trovato una specie di lana bianca sulle pannocchie, una bava come quella che in tempo di guerra lasciavano i bengala».
A San Michele ormai tutti affermano che è venuta una cosa dal cielo. Dicono che l'oggetto luminoso è stato anche visto da gente di paesi vicini. Sono giunti sul posto anche polizia e carabinieri che hanno cercato nel campo le tracce del passaggio del «disco volante». Hanno detto: «Sicuramente qualcosa è stato visto perché troppe sono state le testimonianze. Forse la "cosa" ha preso terra proprio nel campo di granoturco. La lanugine bianca è stata prelevata per essere esaminata». Una processione di ufologi e appassionati di extraterrestri è continuata incessantemente tutta la giornata di ieri. L'unico a non essere sconvolto dell'atterraggio dell'Ufo è stato il proprietario del campo. È uscito di casa urlando dietro a un gruppo di persone: «Ma che Ufo e Ufo. Ufo lo disu mi che non ne posso più. Mi portate via tutte le pannocchie neanche fossero state baciate dalla Madonna!».
Indagine dell’Autore:
Della vicenda, accaduta esattamente il 2 settembre 1978, s'interessò anche la questura. Il dottor Panico prelevò campioni di terreno e di granoturco, che vennero esaminati dai laboratori specializzati insieme a diverse piccole uova annerite e ad alcuni pezzi di legno bruciacchiati che il commerciante Dima Lentini, abitante del sobborgo Astuti, poco distante dal luogo dell'avvistamento, affermò d'aver ritrovato in loco dopo il misterioso avvistamento. I risultati degli esami non vennero mai comunicati ufficialmente, sebbene pare che non evidenziassero nulla di diverso dalle conseguenze di un comune incendio boschivo. Quello stesso giorno vennero inviati (senza successo) due jet in ispezione dalla base di Cameri per un check-up.
A parte altre segnalazioni non verificate né approfondite nei giorni seguenti l’episodio di San Michele, il 13 settembre, nel comune di Spinetta Marengo (che si trova a circa 15 minuti in auto dalla casa di Roberto Pozzi) il signor Angelo Ciompi, residente in Via del Ferraio, era nel suo giardino privato quando, verso le 21:30 osservò un corpo volante rossastro (apparentemente discoidale) che si muoveva verso est. Il cielo era sereno e stellato con ottima visibilità. L’aggeggio sconosciuto si fermò improvvisamente e scese in verticale oltre le case all’orizzonte. Quasi immediatamente si innalzò per una ventina di metri verso il cielo una specie di raggio color rosso a forma di tubo. Dello strano episodio furono testimoni anche alcuni ragazzi che passavano davanti alla sua abitazione. Angelo inforcò quasi subito la bicicletta per correre verso il punto dove sembrava essere sceso l’oggetto e scoprì solo un’area circolare ben definita che bruciava ancora senza tuttavia intaccare la vegetazione sottostante, da cui si innalzava un odore acre che gli infastidì non poco la gola.
Valutazione:
5
Motivi:
- numerosi testimoni del paese raccontarono sommariamente la medesima storia
- tracce al suolo
- conferme di avvistamento da parte di altre persone del circondario e dei paesi limitrofi, anche nei giorni successivi
- serietà accertata delle persone coinvolte
- non si può escludere la natura militare dell’episodio, né la probabile origine terrestre del veicolo
- parimenti, quindi, non si può escludere l’errore di valutazione dei testimoni di un evento tutt’altro che inspiegabile (ad esempio un elicottero).
© 2012 (Ulteriore documentazione e foto di prossima pubblicazione)
Il quartiere Astuti nel 2021
Il campo di San Michele nel 1978
Caso 2 – Szcecinek (Polonia) 2003
Estratto dalla denuncia alla polizia del 11 Agosto 2003
Erano le 4:30 circa dell’alba del 11 agosto 2003 e il signor Lech Chacinski stava andando al lavoro, quando aveva notato tre figure a non molta distanza alte circa un metro e 60 che, apparentemente, se ne stavano tranquillamente in piedi sul fianco di uno dei ponti che sovrastano la ferrovia di Szcecinek, in Polonia. Parevano impegnati ad ispezionare qualcosa che c’era per terra ma evidentemente si accorsero subito che stava avvicinandosi il veicolo con a bordo il testimone, poiché si mossero con una parvenza di preoccupazione.
Uno degli uomini, infatti, si staccò dagli altri e, superato il parapetto che delimita la corsia, si pose in mezzo alla strada con un braccio alzato che muoveva da sinistra a destra. Rimasto incredulo davanti a quei tre strani esseri per il loro vestito, Lech rallentò quasi sbigottito di vedere quel tizio fermo là, e gli balenò persino l’idea che forse fossero i suoi occhi ad ingannarlo. Avvicinandosi con l’auto, strabuzzò lo sguardo per fugare ogni dubbio e immediatamente capì che in effetti c’era proprio una persona che agitava le braccia in centro alla corsia, che ce n’erano altre due ai margini e che non potevano essere certamente degli astronauti, nonostante l’abbigliamento desse quella impressione. Mentre il testimone rallentava sempre di più, tutte tre si erano intanto spostati portandosi di fronte alla macchina che sopraggiungeva, mantenendosi in formazione triangolare. Quello che era più avanti rispetto agli altri continuava a fare gesti come per far segno di fermarsi. Chacinski riferì che qualcosa gli disse che doveva arrestare l’auto, sebbene non avesse sentito nessuno dei tre dargli questo ordine a voce. Seppure si fosse in pieno agosto, si sentiva quasi congelato e alzò il finestrino alla sua sinistra, mentre i tre si stavano avvicinando ulteriormente. Adesso però poteva vederli più distintamente, anche se a causa del casco oscurato non riusciva a distinguere molto bene altri dettagli del viso se non che avevano dei grandi occhi neri. In cima al casco c’era qualcosa che il testimone prese per una trasmittente.
Appena capì la straordinarietà della situazione, lo assalì un certo senso di paura e avrebbe voluto scappare via ma, un attimo prima che si decidesse ad andarsene, vide uscire un intenso raggio di luce dal casco dell’essere che era davanti agli altri, che immaginò che fosse probabilmente il loro capo, e subito nel suo cervello si compose una domanda: “Mi senti?”. Lech, molto spaventato, rispose mentalmente “Sì”. A quel punto, quasi inconsciamente, scese dalla macchina e quello gli domandò di che tipo di materiale era fatta l’auto.
In quel momento riuscì anche a vedere bene com’era abbigliato il soggetto davanti a lui: aveva una tuta di colore bluastro e le scarpe che sembravano di metallo, mentre sul petto portava un congegno rettangolare elettronico con delle luci che si muovevano. I tre esseri poi, a turno, fecero altre domande a Chacinski, come ad esempio con che tipo di materiale era fatto il suo vestito, come funzionava l’automobile, con quale combustibile andava e così via. Lui rispose a tutto telepaticamente e loro gli precisarono che erano venuti per lasciare un messaggio agli abitanti della Terra e questo messaggio veniva consegnato a lui soltanto. In pratica il contenuto diceva che gli uomini avrebbero dovuto prendersi cura del pianeta, dell’acqua e dell’aria. Se avesse trascurato queste risorse, l’umanità sarebbe andata incontro alla distruzione.
Alla fine fu Chacinski a porre una domanda a loro, sempre formulandola nella mente: “Da quale pianeta venite?”.
Risposero qualcosa di non molto comprensibile per il suo cervello, ma lui capì solo: “Dall’ottava galassia”. Poi gli promisero anche che sarebbero ritornati senza precisare quando, come e per quale motivo.
Mentre il testimone stava ancora in piedi allampanato e incredulo di quel che gli stava accadendo, i tre si alzarono in aria di un paio di metri e si allontanarono fluttuando verso la loro navicella che era a meno di un centinaio di metri e che fino ad allora Lech non aveva neanche notato. Aveva un diametro di circa 50 metri ed era alta circa 20 metri; aveva poi due antenne che uscivano dalla cima. I tre esseri, volando, erano andati ad atterrare vicino alla base dell’oggetto che era fermo nel campo di grano attiguo, per poi incamminarsi direttamente sotto la pancia di questo grande disco, e proprio dal suo fondo uscì un raggio di luce che li prese a bordo risucchiandoli all’interno.
Mentre scomparivano dentro, apparve una nebbia tutto intorno al disco, che era poggiato su tre gambe e che sembrava adornato di luci multicolore formanti delle specie di finestrelle nella parte superiore. Poco dopo, l’aggeggio si alzò di circa 15 metri, si fermò un attimo sospeso e poi scomparve allontanandosi ad alta velocità nel cielo.
A quel punto, al signor Chacinski non rimase altro da fare che tornarsene al suo mezzo; si voltò ancora stordito e, fatto qualche passo, vide fermarsi un’altra auto che accostò accanto alla sua. Era un uomo che conosceva e che scese subito chiedendogli se avesse avuto bisogno di qualcosa. Lui rispose che era tutto ok mentre, nel frattempo, si accorse che durante il periodo che aveva trascorso con i tre soggetti non era passata anima viva. Tacitamente si stava chiedendo se, per caso, fossero stati proprio quegli stessi esseri a montare questa situazione di stallo. Proseguì poi verso il suo lavoro, dove inizialmente non disse nulla a nessuno dei colleghi. Poi però, preferì dare un colpo di telefono alla polizia, mantenendo l’anonimato; inizialmente solo per segnalare che c’erano dei cerchi nel grano e, in seguito, durante la pausa pranzo, invece di mangiare in mensa preferì tornare a casa per raccontare alla moglie quel che gli era capitato.
Indagine dell’Autore:
Il fatto accadde tra domenica 10 e lunedì 11 agosto 2003. Dopo il pranzo alla mensa, tornato in famiglia e consigliatosi con la moglie, il testimone decise di sporgere regolare denuncia alla polizia. Poi, tutti i Chacinski andarono al sito della vicenda dove Lech ebbe un breve malore. Per alcuni mesi l’uomo rimase in uno stato di strana tranquillità, come notarono i congiunti. Per questa vicenda, a suo tempo, si mossero gli esperti del Centro per la Ricerca sugli Ufo e Fenomeni Anomali di Cracovia, che stilarono una relazione di una trentina di pagine e furono i primi a sollevare dubbi sulla reale veridicità.
La gente del posto, in quel periodo e anche più recentemente, diceva (e dice) che era (ed è) diventata quasi una cosa normale trovare ricami artistici proprio in quel campo! Tutta la zona, infatti, è ancor oggi nota per altre segnalazioni del genere. Ci troviamo di fronte a un’unica testimonianza; l’automobilista che passava e si fermò, guarda caso appena l’oggetto se n’era volato via, non aveva visto niente! Se esiste davvero, questo signore rimane tuttora sconosciuto e non è mai stato rintracciato né è mai uscito allo scoperto.
In seguito, nel corso di ricostruzioni più metodiche frutto di numerose interviste e servizi televisivi e giornalistici, il testimone variò qua e là le sue dichiarazioni, alimentandole di nuovi particolari e aspetti. Pare ad esempio che uno degli esseri si fosse espresso con un tono demoniaco nella voce, accusando la razza umana di trascurare la natura e la Terra, dicendo infine: “Torneremo presto! Un tempo questo era il nostro pianeta e se non cambiate le cose solo i prescelti si salveranno”. Poi, il testimone disse che quando i tre si allontanarono e l’oggetto se ne fu andato, si era sparso nell’aria l’ormai tipico e notorio odore di zolfo.
In un’intervista dei primi mesi del 2012, anno in cui avrebbe dovuto esserci la tanto vituperata fine del mondo, Chacinski dichiarò con enfasi: “Tutti i segni in cielo e in terra dicono che qualcosa sta per accadere. Hanno registrato diversi oggetti in passaggio su Mercurio. Il più grande di essi ha un diametro di 240 chilometri. Si parla di tre navi che si avvicinano alla Terra e che secondo l’orbita terrestre arriveranno nel dicembre di quest'anno…”
Ad oggi, non mi risulta che sia mai atterrato nessun conquistatore spaziale, né che quei tre suoi amici siano mai tornati, e per quel che riguarda la nostra vecchia Terra, il fattore autodistruzione è ben noto e chiaro a tutti (politici compresi). Non passa giorno purtroppo che i vari notiziari elenchino disastri ambientali e crolli causati dall’uomo, oppure virus e batteri paurosi frutti dell’incoscienza umana, che sembrano preludere alla fine del mondo. Se davvero quei tre dell’equipaggio hanno a cuore il loro ambasciatore polacco e lo tengono ancora d’occhio potrebbero dargli una mano per levargli almeno la nomea di conta storie affibbiatagli dai concittadini, che forse lo conoscono meglio degli extraterrestri e che rimane tuttora indelebile e stampata sulla sua fronte.
Valutazione:
1
Motivi:
- reputazione discutibile del protagonista
- nessun altro testimone né supporto
- possibile autosuggestione dopo aver visto qualche programma TV
- racconto inconsistente, alterato più volte, contraddittorio e senza fondamenta.
© 2015 (Articolo pubblicato nel n.47 del Febbraio 2017 di UFO International Magazine)
Il signor Chacinski
Il luogo dell’evento in una foto odierna
Caso 3 – Tappen, Nord Dakota (U.S.A.) 2006
Indagine di Richard Moss (per il Minnesota Mufon Journal) del 2006
Nel buio delle prime ore dell’alba del 12 settembre del 2006, Evan Briese (16 anni), s’era alzato per andare in cucina a bere un bicchiere d’acqua e aveva dato casualmente un’occhiata fuori della finestra. In quel momento aveva visto qualcosa che si muoveva nel porcile dove c’erano i maiali, all’interno di un grande recinto per gli animali di proprietà della famiglia. Pensando che potesse essere un coyote, aveva afferrato un fucile calibro 22 e s’era avviato verso lo steccato.
Al chiaro di luna gli era sembrato di vedere un paio di creature, alte 2 metri e 40 o forse anche 2,70, che stavano facendo qualcosa a uno dei maiali. Senza impaurirsi, il ragazzo non ci aveva aveva pensato un istante e aveva sparato contro uno dei due esseri. Sicuramente doveva averlo colpito perché s’era subito udito un urlo disumano echeggiare nell’oscurità.
A quel punto, un'altra creatura gli aveva afferrato il braccio gettandolo a terra e facendolo svenire. Quando si era svegliato, aveva scoperto non senza sdegno che Ruthy, una scrofa di ben 200 chili circa, che era pronta a partorire, era sparita. Per evitare di spaventare i genitori, il ragazzo era corso subito ad allarmare la sorella maggiore, Trista, che dormiva in una dipendenza a poca distanza dalla casa di famiglia.
Constatata la situazione, Trista Briese aveva fatto una frenetica telefonata ai suoi genitori che non avevano impiegato molto ad arrivare al porcile. Dopo qualche minuto era giunto pure Doug Howard, lo sceriffo della Contea di Kidder, anch’egli avvisato del misfatto.
Evan Briese con la maglietta nera a brandelli a causa dell’aggressione dell’intruso, intanto, aveva raccontato la sua avventura allo sceriffo, il quale poi se n'era andato dicendo che doveva valutare con più calma la situazione in modo da capirne i risvolti.
“Lo sceriffo è tornato il giorno seguente senza giungere ad alcuna conclusione sulla fine del maiale” aveva detto Myra Briese, madre del testimone.
I giornali scrissero che Evan aveva già avuto uno strano incontro nell'aprile di quello stesso anno. I genitori avevano riferito infatti che con Buster, il suo cane pastore, stava controllando delle mucche in gestazione quando nel buio delle prime ore dell’alba aveva notato un bagliore lampeggiante ed era salito su una collina per andare a controllare, scoprendo che c’era un oggetto poggiato al suolo. Quella macchina sembrava scansionare una pozza d'acqua con un fascio di luce molto intenso. All'inizio, il ragazzo e il cane non poterono fare altro che stare a guardare, poi all’improvviso il cane corse abbaiando verso il velivolo, che decollò provocando un boato simile a un boom sonico. Il padre di Evan, signor Torrey Briese, aveva dichiarato che il rumore aveva svegliato sua moglie.
Diversi giorni dopo l’incidente di settembre, con l'aiuto di un ipnotizzatore che aveva accompagnato e aiutato l'ufologo del Minnesota Richard Moss nel corso delle indagini, Evan s’era ricordato maggiori dettagli. C'erano cinque entità nel recinto, di cui due stavano trascinando quello che sembrava essere un maiale morto, proprio quando lui li aveva sorpresi.
Un mese dopo, Myra Briese aveva dichiarato alla stampa che Evan era ancora turbato dal fatto e si sentiva in colpa per non essere stato in grado di salvare l’animale, di cui si prendeva cura soprattutto la sua sorella minore. Tutto sommato la vicenda di chiude qui.
Indagine dell’Autore:
Quando era avvenuto l'incidente di aprile, la famiglia era stata messa in contatto con l'ufologo Richard Moss, di Long Prairie (Minnesota), che si trovava a Tappen per un funerale. Moss, un ex insegnante di scienze delle scuole superiori, aveva sottolineato che in molti anni di indagini sugli UFO, era rimasto impressionato solo da una manciata di casi dimostratisi genuini, e tutto quel che era successo a Tappen (sia la prima che la seconda volta, rispettivamente ad aprile e a settembre) era senza dubbio da annoverare in quel numero. L’inquirente aveva fatto notare che era stato interessante vedere il comportamento di Evan prima e dopo la sessione ipnotica. Prima dell'ipnosi, aveva una sorta di sguardo insicuro sul viso, come se stesse ancora chiedendosi cosa fosse successo, mentre dopo il suo volto s’era rilassato.
Durante la visita di Moss, un giovedì, lo sceriffo Howard era fuori servizio e non aveva potuto essere sentito per un commento. John Lemieux, un agente della Contea di Kidder, aveva detto di non credere che l'incidente di settembre fosse stato oggetto di alcun rapporto scritto. Il padre di Evan, signor Torrey Briese, comunque, aveva ribadito che stavano ancora accadendo cose strane in quel periodo. Aveva detto di aver assistito lui stesso a qualcosa di insolito una notte di luglio del 2006, quando stava dando un passaggio in città a un vicino. I due avevano notato una luce bluastra nel cielo, che si era fermata quando anche loro si erano fermati con l’auto e si era mossa quando avevano ripreso a viaggiare. Secondo Torrey avrebbero trascorso circa mezzora a guardarla, e a un certo punto era volata via così velocemente che s’era allontanata in pochi secondi.
Nel colloquiare con la stampa, sempre Torrey aveva riferito anche che un suo parente coltivatore diretto nella zona di Tappen, qualche giorno prima, aveva trovato una pecora morta e un veterinario che aveva esaminato l'animale non era riuscito a risalire alle cause.
Tutta la famiglia si era dichiarata scettica in materia di ufologia, tutti loro sorridevano quando la TV trasmetteva i documentari sugli UFO, deridendo oltretutto i creduloni. Evan aveva invece precisato che non si sarebbe sorpreso se le persone avessero manifestato incredulità nel sentire la sua storia, aggiungendo poi che la sua famiglia non aveva mai sentito il bisogno di dimostrare nulla e che avrebbero continuato normalmente la loro vita, senza cercare alieni ogni notte.
Brice Barnick, il sindaco di Tappen, che aveva il suo ufficio appena fuori della Interstate 94, tra Bismarck e Jamestown, aveva confermato che di queste visite degli UFO ne parlava tutta la città, sebbene sottolineasse il suo scetticismo fino a prova contraria, cioè a meno che non avesse visto qualcosa di persona.
La vicenda era stata riportata dalle radio e dalla televisione locali a posteriori, intorno al 25 e al 26 ottobre, ed era stata anche oggetto di un articolo sul giornale ufficiale del MUFON, il notissimo gruppo internazionale di ufologia.
Valutazione:
2
Motivo:
- unico testimone
- l’inchiesta originale non distingue i fatti reali da quelli affiorati dopo la regressione ipnotica
- un maiale rubato e una maglietta strappata non sono certo delle prove dell’intervento di alieni
- gli episodi capitati a tutta la famiglia gettano più ombre che luci nel contesto generale
- il comportamento del testimone non è completamente congruo né attendibile
- poca credibilità, seppur mitigata dal giudizio positivo dell’inquirente del MUFON (ma sbagliano tutti in questo mondo)
- possibile confusione con un volgarissimo furto o bufala organizzata (per cercare un po’ di notorietà)